di
Luca Fornaciari

[IL COMICO] Sparare sulla Croce Rossa - Iago con Vaporidis

Ok, iniziamo con il dire che non ho visto questo film, non ho intenzione di andarlo a vedere e mai lo vedrò. Ma lo voglio recensire lo stesso. Perchè? Perchè sono il Comico, quindi se la cosa non vi piace staccatevi pure gli occhi dalle orbite dato che non siamo in TV, e ormai che vi siete messi a leggere questo articolo non è possibile cambiare canale. Chiaro?

TRAMA: Lui, Vaporidis - l'ho scritto giusto? -, è un attorucolo arrivato alla ribalta dopo che Silvio Muccino ha lasciato vacante il trono di uomo copertina di Top Girl, a causa di un'improvvisa svolta mistico-recitativa. Non conoscete la svolta di Muccino Jr.? Gabriele, il fratello regista, ha scommesso con Will Smith che ipnotizzando lui, un pallone Supertele e una gallina, uno dei tre avrebbe sicuramente vinto un Oscar. Il Supertele lo ha vinto per la sua struggente interpretazione in Cast Away, mentre la gallina scrive copioni per Tarantino e Ron Howard... quindi Silvio si sta impegnando per tenere il passo. Ma non divaghiamo.
Lui, dicevamo, il "Vapor"-Idis. Adesso me lo segno.

La grande promessa de "La notte prima (e pure quella dopo, ma oggi)" interpreta uno dei grandi villain della storia della drammaturgia inglese, Iago da l'Otello di Shakespeare, aggiornandolo fatalmente ai dettami meno puristi e classici dei nostri sventurati tempi volgari. L'operazione di creazione del film (leggasi "stupro") e le esigenze di marketing hanno portato ad uno sforzo congiunto di un gruppo di autori semi-analfabeti per realizzare una sceneggiatura moderna (leggasi "carta igienica") grazie ad una lettura verticale ed intensiva (leggasi "non c'hanno campanato una mazza") del mega-bignamone di letteratura inglese, per partorire alla fine una bella rottura di zebedei unanime per pubblico e critica.

Ma la trama, ordunque. Sempre lui, Vapor-Idis mantiene per tutto il film la solita faccia accigliata del povero sfigato che si vede rubare donna, carriera, amici, cane, casa, famiglia, abbonamento allo stadio e iPod da un emerito stronzo, figlio di papà, con la puzza sotto il naso, cretino e senza talento... e perfino un po' negro. La vendetta è dietro l'angolo. E mentre ai giorni nostri un qualsiasi povero cristo che si trovasse in una situazione del genere comprerebbe un mitra e del tritolo per vendicarsi in maniera seriale sul suddetto figlio di papà, il nostro Iago (ma ai giorni nostri si darebbero nomi del genere?) si imbarca, sempre accigliatissimo, in una vendetta machiavellica e labirintica.
Vendetta, per inciso, che gli va pure male. Dato che Vapor-Idis è svenuto per lo stress recitativo nel sentire la parola "machiavellico", il film è stato in seguito montato con scene dell'Otello di Orson Welles con appiccicata la faccia del nostro amato Vapor.
Ma c'è anche la Chiatti, che si conferma quella giovane promessa entrata di diritto nel cinema nostrano. Cinema Lux, adiacente alla stazione, a vendere il popcorn. Insieme, si slanciano in un torbido rapporto sentimentale la cui veridicità ci conferma le incapacità recitative dei due attori... con all'attivo solo poche inutili epressioni, tra l'altro tutte esplicabili di spalle, a telecamere rigorosamente spente.

Ma la vera sorpresa non è Vapor, e neppura la Chiatti, ormai vecchie glorie del cinema per adolescenti lobotomizzati. Noi ci siamo interrogati a lungo su quali siano le origini artistiche dell'attore che interpreta Otello, il "vero" protagonista della vicenda e grande sopresa recitativa della pellicola!
Le abbiamo scovate solo per voi.

Raccattato alla fermata di un semaforo dalla moglie del regista, portato in seguito a casa e tenuto nascosto nell'armadio della stanza da letto per mesi (dove era utilizzato come portacravatte e schiavo sessuale unisex), Bongo Mandingo Wellington, il suo vero nome, è stato scoperto quasi casualmente da Volfango De Biasi quando un giorno si è accorto di essersi messo due calzini di diverso colore. Apprezzato immediatamente per le sue doti naturali ("E' negro, quindi deve fare lui Otello"), ha trovato però un piccolo iniziale ostacolo quando Vapor ha preteso di voler fare lui tutti i ruoli del film, compresi quelli dei passanti, dei personaggi di sesso femminile e dei soprammobili. Placata la sua smania recitativa a suon di sberle, Bongo ha in seguito recitato con grande slancio artistico le sue 6 battute, tra cui "Ciao Iago", la più lunga, rimane da antologia. Il film lo ha reso una star internazionale, e oggi firma autografi sui parabrezza delle auto che pulisce al solito semaforo dove è tornato a lavorare.

1 comments:

Francesco said...

Grade post!
Vaporidis non è un attore. La Chiatti bene o male può crescere, vedi 'L'amico Di Famiglia' del grande Sorrentino, regista per cui mi sento orgoglioso di essere italiano.