di
Luca Fornaciari

[FANTACULT] Ultimatum alla Terra (1951)

Dato che manca un giorno all'uscita del remake del famoso film Ultimatum alla Terra, mi sono preso la briga di raccontarvi l'originale del 1951 diretto da Robert Wise.

Il film è tratto da un romanzo di fantascienza tratto dal romanzo Addio al padrone (Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates.

Qui la trama.

Il film è molto datato, soprattutto per noi che siamo abituati ad effetti speciali sempre più sofisticati (Gort è veramente imbarazzante da questo punto di vista!). Ciò non toglie che la pellicola mantenga un'attualità ed una genuinità nei contenuti davvero straordinaria. Il discorso finale di Klaatu, atteso con impazienza dai protagonisti e dagli spettatori, ha uno spessore etico e filosofico tale da catapultare il film in un territorio diverso e in un contesto superiore alla definizione di semplice "sci-fi fiction".
L'umanità è una razza primitiva, ai confini delle grandi civiltà spaziali, pertanto è stato da loro inviato un ambasciatore per proclamare il suo ultimatum: non c'è posto nel cosmo per una razza violenta ed autodistruttrice, ma questo non spaventa gli abitanti delle stelle.
E' l'umanità stessa che deve temere per la propria sopravvivenza. A Klaatu non importa veramente del destino dei terrestri, ma tutti devono sapere che il giorno in cui diventeranno una civiltà spaziale saranno costretti ad eliminare la loro propensione innata alla guerra. Il robottone Gort infatti è un invincibie e micidiale "guardiano" delle stelle, creato da civiltà superiori (ma indipendente da esse), ed assieme ai suoi simili mantiene la pace ad un costo elevatissimo: chiunque tra le razze stellari accenni un atto di ostilità viene annientato, e nessuno può impedire che questo accada.
Lo spazio vive una Pax Robotica autoimposta, o se preferite una "Pace fredda", ovvero uno stallo impossibile in cui l'unica mossa vincente per sopravvivere come specie è non farsi la guerra.

Il messaggio del film, fatto proprio agli inizi della Guerra Fredda è incredibilmente sconvolgente; si coglie il senso complessivamente pessimista nei confronti della nostra specie, dato che l'unico modo per mitigarne l'innata violenza non è un'evoluzione spontanea, ma l'imposizione violenta di una minaccia concreta di annientamento.

Il film è splendido, e lo consiglio vivamente a tutti. Anche a quelli - come me - che vanno matti per gli effetti speciali della ILM...

4 comments:

Forna said...

veramente un commento bellissimo, complimenti! Penso che tu abbia proprio colto il senso profondo del film

Gianchi said...

Grazie mille. E un "Klaatu Barada Nikto" a tutti!

Forna said...

ehi io domani sono presentissimo alla seconda serata del raffaello.. tu ci vai?

Gianchi said...

Io passo! Ho altri impegni e non so quando potrò andarci. Forse sabato sera se riesco a convincere la morosa!