di
Luca Fornaciari
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[IL COMICO] La feroce dittatura del software

Lavorare, divertirsi, giocare, vivere o sopravvivere con il software close-source non è una cosa facile. Sicuramente non dopo aver provato le gioie infinite di una sana e pulita programmazione aperta e cooperativa che solo l'open-source può dare. Per molte persone questo non è un problema da porsi. Tutti coloro che lavorano su piattaforme Microsoft con programmi Microsoft o affini e non hanno mai visto una sola riga di programma aperto sicuramente già al primo capoverso si saranno detti: "Embè, a me che mi frega?"
Ok, cerchiamo di arrivare al punto; non sono qui per dire cosa sia meglio: open o close... Anzi, meglio! Non parlerò nemmeno di licenze, Linux, GPL, etc... Parlerò invece dei due prodotti commerciali più famosi al mondo e da sempre in lotta tra loro: Apple e Microsoft. La mia premessa sull'open-source risulta quindi fondamentale nell'economia del discorso, dato che intendo sostenere che entrambi i mondi, quello di Redmond e quello di Cupertino, nascondono tra le pieghe del loro codice non rivelato due spietate dittature della mente, che imbrigliano la creatività dei programmatori e degli sviluppatori. Ma c'è una profonda differenza tra Apple e Microsoft, e per illustrare questa evidente dicotomia, mi servirò di due semplici ed efficaci metafore.


Il Grande Fratello di Redmond - Benvenuti nel Ministero dello Schermo Blu

Immaginate grandi pellicole distopiche come Brazil, fumetti come V per Vendetta, oppure libri come 1984 e tutto il sottobosco della fantascienza post-apocalittica; riuscite a rivedere con la mente quei mondi schiacciati da dittature immortali, dove regnano Partiti onnipotenti che pongono veti e controlli ovunque (Palladium docet!), e dove la burocrazia tentacolare strangola i poveri cittadini/utenti incapaci di ogni possibile ribellione. Se riuscite a vedere tutto questo, avrete la stessa immagine che ho io di Windows (in particolare, Vista).
Un sistema lento e pesante, macchinoso, rugginoso e pieno di controlli a volte inutili, facilmente violabile dall'esterno da una silenziosa resistenza che distrugge i vostri muri di difesa senza fare troppa fatica, mentre voi state ancora lì ad autorizzare l'esecuzione del vostro programma preferito. Un sistema che non sa gestire efficientemente la propria struttura, sprecando risorse hardware per mantenere alta la sua propaganda (il luccichio pomposo delle finestre di Vista), e bruciando quella RAM preziosa che voi utilizzereste in altro modo, costringendovi a sacrificare denari per avere più potenza! Vogliamo poi parlare dei controlli paranoici e virulenti che compaiono nel caso voi non eseguiate gli ordini del Partito di Redmond, come la Windows Genuine Activation, la gogna digitale dei sovversivi. Infine, volete navigare in rete? E' possibile, ma bisogna utilizzare Internet Explorer (almeno la prima volta!), l'unico mezzo di trasporto fornito gentilmente dal Partito. E ricordatevi di attivare gli ActiveX, compagni!
Insomma, Windows appare proprio come la dittatura di Brazil, o di 1984... onnipresente e onnipotente, facile da eludere se si conosce bene il gioco, ma in cui molti sono sopraffatti dalla sua rigida architettura.


Gli Eloi di Cupertino - L'utopia imperfetta della Grande Mela Morsicata

Ricordate la pubblicità del Mac del 1984? "Macintosh... l'anno 1984 non sarà come 1984." E' andata davvero così?
Usare un Mac, un iPod, un iPhone o una AppleTV è come vivere nella società perfetta e paradisiaca degli Eloi, il popolo del futuro dal romanzo La macchina del tempo di Wells. Ci si sente come Logan 5 de La fuga di Logan, oppure come i protagonisti del recente film The Island. Tutti belli, giovani, perfetti e vestiti di bianco e con l'iPod in mano. Apparentemente ogni cosa funziona alla perfezione, niente si blocca e i device si configurano automaticamente. Il servizio di assistenza hardware/software è cordiale e tempestivo. Ascoltare musica o guardare film è semplice ed intuitivo, la massima compatibilità è sempre garantita, e la qualità è alta. Nessuno schermo blu e nessun controllo, nettare e ambrosia scorrono a fiumi... ma se io volessi cibarmi di altro? Quale mondo viene celato dall'impenetrabile cupola dell'iTunes Store? Posso installare un software non approvato da Apple nel mio iPhone, o verrò bandito dagli Eloi? Posso distribuire un'applicazione in un altro posto diverso dall'App Store? Mentre te ne stai comodamente seduto sulla tua iPoltrona e poni queste domande al grande guru della Mela, quello ti sorride serenamente e scuotendo la testa ti suggerisce di cambiare idee, oppure verrai lobotomizzato. Torni ai tuoi film con QuickTime, al tuo iPhone e alla tua musica con Garage Band... ma un brivido ti corre dietro la schiena.

In sostanza? Volete una morale? Non c'è, dato che è solo un articolo che vorrebbe essere divertente. Ma se proprio devo lasciarvi con un pensiero, ebbene... passate all'open-source, ovunque voi siate!

[IL COMICO] Fenomenologia del telespettatore di serie tv

Un tempo si chimavano sceneggiati, poi soap opera (che ancora durano, ma sono poche!), infine serie tv o fiction. Da dove nasce la passione dell'italiano medio per queste brevi ma intense scheggie di storie che durano poco e creano dipendenza? E' possibile tracciare una cronistoria che illustri l'evoluzione del pollice opponibile da telecomando che in noi italiani è più che mai evidente?
E in tutto questo, le fiction di adesso che provengono dagli Stati Uniti o direttamente dal mulo di casa (chi vuol capire...), hanno ancora la capacità di affascinare un pubblico cresciuto con Belfagor e La Freccia Nera?
Cerchiamo di delineare il nostro oggetto di studio: il telespettatore di fiction del Belpaese.

Preistoria - Carosello
Arriva la TV e miete subito le prime vittime: Rischiatutto, Carosello, e i primi timidi, castigati varietà del grigio monocanale. Il fictiomane è ancora un uomo delle caverne: distratto, senza passioni, e privo di ogni traccia di dipendenza. Va a vedere la TV al baretto sotto casa; guarda le partite se ce ne sono, ride alle battute di Sordi e Mina di RAI Studio 1, ma non consulta una guida televisiva, e non conosce il palinsesto, che per i più colti è solo un papiro riscritto in epoca medievale e basta.
Solo Carosello rappresenta quella svolta cruciale nel modo di considerare la TV come esperienza e come appuntamento fisso. Il fictiomane si appassiona alla serialità degli spot di Carosello e arriva addirittura ad attenderne qualcuno la sera; ma la cosa finisce lì. Non sussiste una fruizione compulsiva: dopo Carosello si va a letto, non sui blog a commentare le vicende dei cowboys della Carne Montana.

Età del Ferro - Maigret e la Cittadella
Gli scenggiati fanno la loro comparsa per ovviare alle evidenti carenze di budget dei produttori televisivi. Pochi soldi, qualche parete a delimitare gli spazi, un sacco di recitazione "teatrale". Ma è una rivoluzione: la gente si appassiona, chiede di più, vuole vedere il seguito. Ma ancora non ci siamo! Non esiste il concetto di "season", di stagione a puntate fisse, non c'è il "final" che lascia tutti con il fiato sospeso, e drammaticamente le serie sono poche con pochissime puntate. Inoltre i temi sono più che mai di dominio publico: Maigret di Simenon, la Cittadella di Cronin, la Freccia Nera di Stevenson... lo spoiler viene su quasi senza pensarci! Sono tutte pubblicazioni popolari e fin troppo accessibili. Altro che misteri di Lost!

Rinascimento - Star Trek e i Visitor
Gli anni 80' sanciscono la grande rivoluzione copernicana della TV. Nascono nuovi canali, e quindi nuovi palinsesti da riempire. Ma con che cosa? Dopo averle riempite di culi e tette (scusate la scivolata), il Biscione nazionale compra a poco prezzo delle serie tv vecchie di anni, facendo un colpaccio! Ecco quindi che arriva sugli schermi nazionali Star Trek, serie vecchia di 10-15 anni, ma pronta a conquistare i nostri cuori di appassionati di fantascienza, che negli anni 80' vede una vera e propria rinascita del genere.
I Visitors sono una miniserie popolarissima che, data la sua brevità, riusciamo perfino a vedere tutta, e iniziamo anche noi a creare dei filoni capaci di sfornare diverse stagioni: chi non conosce il commissario Cattani e la serie infinita della Piovra?
Ormai la strada è spianata, e i canali si moltiplicano di anno in anno!

Età dell'Oro - Rivombrosa e le copie di CSI
Con Rivombrosa abbiamo il grande ritorno al melò/sentimentale/in costume che tanto piace alle mamme, alle nonne e alle ragazzine. Dall'America, che rinuncia a produrre film decenti perchè costano troppo e rendono poco, siamo sommersi da serie tv di ogni tipo, ma noi (leggasi Mediaset) scegliamo solo i megasuccessi come ER e li importiano 1-2 anni dopo. Sempre meglio che con Star Trek.
Visto che importare costa e il prodotto autarchico è da preferire, iniziamo pure a copiare senza pudore i prodotti statunitensi: CSI, ER, Dott. House, Lost, si trasformano in volgari versioni all'amatriciana. Ma il grande passo è stato fatto.

Tecnocrazia ideale - Torrent e Itasa, la fine del monopolio televisivo
I veri fictiomani lo sanno: la serie migliore è quella vista in lingua originale. E non sto parlando di Sky, ma bensì della possibilità di scaricare agilmente tutte le serie americane utilizzando il nostro PC e una connessione a banda larga. I forum che offrono servizi artigianali di sottotitolazione sono diventati tantissimi e fanno impallidire la pagina 777 di televideo, mentre scaricare serie TV è sempre più veloce e facile.

Il futuro? Serie TV on-demand, in cui magari saremo noi i protagonisti di un bel atterraggio aereo di fortuna su di un isola circondata da gente che non sta troppo bene...
Oppure un bel crossover tra le varie serie: per esempio CSI che da la caccia a Dexter che si è messo a far fuori tutte le belle signore di Wisteria Lane... Chissà!

[CINEMA] “Rilassati David, apri gli occhi...”


Ok, adesso basta con i grandi eventi. Cinematografici e non. Torniamo alle cose semplici. Quelle terra terra. Quelle facili da digerire.

Ora sto in una stanza 3x2. Proprio come i saldi dalla Lidl. Un quadrato umido e cubico dove in effetti riesco malapena a respirare dal caldo che c'è fuori.

Già perché qui nella bassa Romagna saranno si e no 38 gradi.

Insomma, andiamoci al nocciolo dei problemi. Ecco perché abbiamo le occhiaie la mattina. Ecco perché stiamo perennemente con le balle girate da un po' di tempo a questa parte. Ecco perché dormiamo male la notte. E' colpa sua. Del caldo. Più "terra terra" di così?

Si lo so. Sto parlando di inezie. Anche Jack, seduto sul suo mini-sofà Luigi XVI, me lo sta facendo notare. Ma ci vuole ogni tanto, no? Voglio dire, fare come tutti i bravi giornali a ferragosto e sparare un po' di boiate. Chessò avvertire la popolazione di un’allucinante invasione di cavallette con un articolo di sette pagine nella sezione cronaca nera. Che poi a conti fatti in realtà finisce che era molto molto meno di come la stampa aveva annunciato. E a Roma si ritrovano con due cavallette due, tutte magre e rinsecchite che implorano pietà e un pezzo insignificante di lattuga passa. Ci vogliono ogni tanto notizie così, un po’ leggere, quasi da spiaggia. Oppure per esempio imitare gli inglesi all’ora del tè e parlare del tempo. Come già sto facendo.

Perché si. D'estate, è vero. C'è mancanza di notizie. E allora si va a cercare le robe più strane. Si parla di risse di paese. Quelle risse da bevuta che di solito non finiscono nemmeno nei giornali locali tipo "la Voce di Buccinasco", risse che cominciano e si spengono come piccole meteore luccicose nel cuore della notte, generalmente quando i carramba posteggiano nel piazzale antistante il bar. Oppure, di altre futilità come, se sia il caso magari, di cambiare l'inno italiano con il "Va pensiero". Che quello si che lo conoscono tutti.

Insomma, l'abbiamo capito. Con sto caldo, ecco, ci vuole uno spostamento di priorità. Sembra come necessario, anche per una rivista di Cinema virare da argomenti alti, come potrebbe essere l'interpretazione cinematografica di un libro di Dickens da parte di un regista di culto, o della ristampa in dvd de “I Racconti della luna pallida d’Agosto” di Kenji Mizoguchi del 1953, ad argomenti bassi, più popolari, come potrebbe essere un remake qualsiasi, di un qualche giovane regista.

E' che quando si è in ferie l'organismo tende sempre a rilassarsi un po'. Che ieri tra l'altro era pure ferragosto..

Si, quindi mi trovo seduto alla scrivania di questa benedetta stanza 3x2 e le idee come al solito faticano ad uscire. Ormai l'avrete capito. E' un'ora ormai che sto tergiversando parlando di temperature. E' che con sta cupola di afa che c'è fuori, ma chi ha voglia di fare cosa?!

E allora me ne resto qui, in questa tana dove c'è appena aria a sufficienza per me, per Jack e per una pianta che nemmeno sembra aver più le forze ne la volontà di continuare con la sua fotosintesi clorofilliana, per cui di punto in bianco ha deciso che, insomma, si, ma chi glielo fa fare a lei di campare di anidride carbonica, quella nostra, quella mia e del mio gatto, che poi ha pure un cattivo sapore, ‘sta famosa Co2.

"Ma chi sono io? Il vostro deumidificatore personale?" avrà pensato la pianta in queste ultime settimane.

E così, pamm, di colpo s'è messa come noi a ciucciare ossigeno. E la situazione qui va peggiorando, come sull'Apollo 13 di Tom Hanks, una situazione che sembra sempre più simile a quella della famosa pubblicità dell'acqua. Quella povera di sodio. Si, riesco anche a vederla la piccola particella di ossigeno che ci guarda spaventata, lassù sulla vetrinetta. Guarda prima me, poi la pianta e poi Jack. Non sa, in quale dei cinque polmoni e mezzo sarà assorbita. Però la vedo. Ha una paura terribile.

Dicevo di Jack. Si lui è il mio gatto. E la volta precedente non ve l'avevo presentato. Mi aveva pregato di non farlo, perché ha molto pudore. Si vergogna lui. Ma è un tipo intelligente. Cinefilo come me, oltre che appassionato di letteratura nordica.

Ora Jack è qui con me e anche lui, nonostante sia un animale privo di ghiandole sudoripare, è li che suda. Cioè per loro, intendo per i gatti, sarebbe normale non sudare. Loro si leccano, e si leccano, e lasciano che la saliva evapori sul loro pelo, creando una sorta di escursione termica che gli abbasserebbe la temperatura corporea.

Prima di continuare con l'articolo, per pochi attimi, prendo seriamente in considerazione la possibilità di cominciare a leccarmi. O almeno tentare. Poi Jack mi guarda, sembra come carpire i miei pensieri malati da essere umano in crisi da colpo di calore, e impercettibilmente mi fa "no" con la testa. E in un attimo riprendiamo, come fosse nulla, silenziosi a sudare.


Sta cosa del caldo è come una porta. E voi mi direte : "E dagli con ‘sto caldo... Quante storie però, ma comprati un pinguino Delonghi!" Il pinguino Delonghi ce l'ho, solo che è morto. L’aria era troppo secca anche per lui. E si è strozzato nei suoi singulti da angina pectoris. Ma dicevo, nonostante tutto, questo caldo è come una bella porta. Un grande e bel portale che spalanca soggetti e associazioni di idee interessanti. E mi ritrovo a pensare, non so come ne perché, a Walt Disney, che se non sbaglio dovrebbe essere ibernato nonsoddove. E mi immagino, dovrà stare fresco lì dov'è. E così, senza saperlo, mi ritrovo tra le mani un soggetto. Ma non me la sento di svelarvelo. Mi piace un po' tirarla per le lunghe. E poi con sto caldo, nessuno ci fa fretta. Tutto sembra rallentato. Come in 2001 Odissea nello Spazio. Una musica classica ma violenta, tipo Beethoven si sfoga da una piccola radio retrò, che frigge in fondo alla mia camera. Dalla piccola finetrella della stanza 3x2 vedo volteggiare un'astronave. Di quelle là. Di quelle di Kubrick. Ecco, ci siamo. Ho trovato.

Oggi mi va di aprire il mio cassettone dei film cult, di affondarci le mani dentro e di vedere che cosa salta fuori.

Mi ci avvicino. Sempre al rallentatore. Mentre le piastrelle di cotto mi evaporano letteralmente da sotto. Voi da lì vedreste tutto come attraverso una candela. Lo vedreste quel calore che sale su, verso il soffitto fradicio.

Apro il cassettone.

Mescolo.

Jack dietro di me sento che sussurra piano "Cen-to. Cen-to. Cen-to."

Io mi giro. Gli dico con che non è mica la ruotona di "Ok il prezzo è giusto".

Lui pigro si volta dall'altra parte e respira affannosamente. Con sto caldo nemmeno forse mi ha sentito.

Mescolo e mescolo ancora e infine estraggo.

Guardo il dvd tra le mie mani e grido "Tombola!".

Insomma, alla fine il soggetto l'ho trovato, ciò di cui vi volevo parlare poco fa mi toccherà anche svelarvelo, dato che corrisponde esattamente al dvd che mi ritrovo tra le mani adesso. Guarda te il caso.

Lo guardo, me lo rigiro tra le mani.

Tom Cruise qui era più giovane. No non è "Top Gun". E' qualcosa di meglio credo. Lui in questo film si fa criogenizzare, ovvero congelare a temperature bassissime. Nel film un corpo umano può essere criogenizzato dopo la morte, in attesa che vengano scoperte cure che lo possano far continuare a vivere.

Che poi voglio dire, film a parte, la colonna sonora è a dir poco geniale. Ve ne dico alcuni. Radiohead, R.E.M., Jeff Buckley, Sigur Rós, Chemical Brothers, U2, Rolling Stones, Sinead O'Connor, Beach Boys.

In questo film, intitolato "Vanilla Sky", Tom Cruise è un miliardario che illude le sue fiamme e poi le lascia una volta stufo. Vive quindi un'esistenza superficiale, fregandosene di tutto e di tutti, non lasciando spazio alcuno a una verità che possa scuoterlo. Fino a quando una di queste sue donne, interpretata da Cameron Diaz (mica bruscolini), durante una furiosa lite in macchina, deciderà di tentare il suicidio con lui, provocando un devastante incidente stradale.

Ovviamente se volete vedere il film e non sapere come va a finire vi consiglio di scendere di qualche riga fino a “Il film termina...”, chevelodicoafa’.

Lei morirà e Tom Cruise ne uscirà sfigurato, e i suoi soldi e le sue sicurezze non gli gioveranno più. Dopo qualche anno la chirurgia estetica lo rimetterà in sesto. Conoscerà Penélope Cruz (anche lei mica bruscolini), ma l'amore durerà poco perché una serie infinita di allucinazioni riguardanti Cameron Diaz non lo lasceranno vivere tranquillo. Fino a quando un giorno, mentre è a letto con Penélope Cruz, improvvisamente si ritrova davanti l'allucinazione della Diaz, che ha sostituito la Cruz nel letto. E che fa lui? La ammazza col cuscino. Dopodiché, quando si rende conto di aver ucciso la Cruz e non la Diaz decide di scappare. Lo psicologo gli dirà in una seduta che sosterrà per lui dal giudice "la semi-infermità mentale". Ma proprio mentre sta parlando con lo psicologo, Cruise intravede la pubblicità di una società "Life Extension" che criogenizza la gente. Mentre visita il palazzo della società scopre che dopo l'incidente in realtà lui si era fatto criogenizzare, e che quello che stava vivendo altro non era che un "lucid dream". La società infatti durante la criogenizzazione permetteva ai clienti di vivere una sorta di realtà virtuale ideale. Ma probabilmente i sensi di colpa della morte della Diaz (che vabbé chi non li avrebbe con uno spreco così?) lo avevano, come dire, ancorato alla sua vera realtà, e non gli avevano permesso di vivere il suo sogno, la sua alienazione. Così, Cruise si ritrova davanti ad un dilemma. Vivere il suo sogno ideale finalmente libero dai sensi di colpa o decidere di svegliarsi. E passare finalmente al vero della sua esistenza.


Il film termina con lui che si getta da un palazzo. E una voce di donna che gli dice al suo risveglio: "Rilassati David, apri gli occhi..."


Ecco, dopo tutto questo pappone di roba, insomma, m'è venuto un gran fresco. Anche perché poi son già le sei e un venticello refrigerante ha iniziato a volteggiare la fuori.

Non saranno le colline Toscane del viaggio di qualche giorno fa, ma non ci si può certo lamentare.

In ogni caso Cameron Crowe, il regista, è qualcuno per cui vale la pena spendere qualche ora del proprio tempo. I più belli tra i suoi oltre “Vanilla Sky” (2001) sono “Quasi Famosi” del 2000 e “Elizabethtown” del 2005.

C’è da dire poi in ultimo che questo “Vanilla Sky” è il remake di un film spagnolo del 1997 dal titolo "Apri gli occhi" del regista Aleandro Amenabar, lo stesso di "The Others" per intenderci. In “Vanilla Sky”, si avverte l’influenza dello schema narrativo del film di Amenabar, ma la regia a mio parere è un po' più debole. Nonostante ecco io sia un sostenitore “a priori” di Cameron Crowe, di quelli di vecchia data, dal suo “Singles” del 1992 coi cameo di vecchie bands di Seattle come Soundgarden e Pearl Jam. Lo sostengo da sempre si, l’ho sempre sostenuto, ma quando si parla di cinema, si parla di cinema, e purtroppo se si vede l'originale di Amenabar del film in questione (si, si, sono un sostenitore anche suo...è vero...), ecco vagamente la differenza si avverte. Vagamente. Ed è sicuramente a favore di Amenabar.


Per concludere, anche perché c’è Jack che mi fa cenno di stringere, chiudendo quella sua simpatica zampina squame di tartaruga a pugno, io vi propongo entrambi i film. Sia quello di Amenabar sia quello di Crowe. Nel rigoroso ordine di apparizione nelle sale ovviamente. E‘ un dilemma per me. Vi lascio creare un’idea vostra. Per me tutto questo è come un enorme conflitto di interessi. Scegliere tra il regista di “The Others” e quello di “Elizabethtown” è una responsabilità che non voglio prendermi, un quesito in cui mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Sarebbe come scegliere tra un amaro Montenegro e un amaro San Simone per capirci. Non chiedetemi mai di farlo. Non posso. Proprio non posso.

Guardo la lista di titoli di questi due registi completamente diversi e una voglia matta mi attanaglia. Guardo il Tg e nel frattempo in un servizio parlano del primo cane che fa da testimone ad un matrimonio umano. Jack mi guarda e sorride. Forse anche per i gatti prima o poi ci sarà una lontana possibilità col diritto di voto. Che è il suo sogno di sempre. Lo guardo di nuovo. Anche a lui come a me è venuta una gran voglia di correre. In un baleno siamo già fuori dalla stanza 3x2. Tutti e due diretti verso il boschetto dietro casa.

“Golden Hill” dei Tristeza risuona tra i sentieri e improvvisamente, nel bosco, sento una voce di donna che dice: “Rilassati Marco, apri gli occhi...”

Mi volto. Guardo giù. Jack sorride ancora.

Si, era lui.

Scherzava, mi dice.

Io lo guardo di traverso. Lui capisce e comincia a correre.

E tra le ombre lunghe degli alberi, sembra tutto già molto più fresco.

[CINEMA] Come una Tegola in Testa.

E' la prima volta che scrivo qui. E già sto turbato.
Beh "turbato" è un po' un parolone forse. Semplicemente mi ritrovo davanti a un grande evento mondiale della cinematografia e mi sento, ecco, decisamente a disagio su cosa dire e come lo dire.
E' vero. Non scherzo. Questa circostanza è una circostanza complicata. Sapete che vi dico? Avete ragione a pensare : "Quante fisime però che ci si fa. Uno si ritrova davanti a qualcosa di buono, una volta tanto, tra le mille e più bugiarate che ci sono in giro e poi, poi non si sa cosa dire? Non si sa cosa scrivere?"
Sarà che in questo momento mi sento un po' come Funes. Quello di “Finzioni” di Borges, per chi ignora ed è contento di farlo. Si, l'insonne Funes. Quello che ha più ricordi che globuli rossi nel sangue. Tanti ricordi e tante cose da raccontare. che non lo fanno nemmeno dormire la notte. Come diceva Baudelaire : “Ho più ricordi in me che se avessi mille anni.” Tante immagini. Troppe. Una miriade di memoriali da stampare in high definition, farci milioni di raccoglitori 24x18 e riempirci una libreria. Questo Funes avrebbe fatto oggidì col digitale.
Non saprei però. Adesso, dopo ‘sta notiziona, è un po' come se mi avessero dato un mucchio di botte. Insomma a chi non mai è capitato? Scoprire che il tuo migliore amico si sente con la tua ragazza. E ritrovarsi in mezzo alla strada in una specie di remake all’“American History X” o della parte finale della “25a Ora” a fare a pugni non si sa bene per cosa o per chi o per quando. A rinfacciarsi i problemi di una vita.
O, per le donzelle, scoprire che il migliore amico del tuo moroso (si si, sempre lui), con cui amoreggi spudoratamente, se la fa anche con la tua migliore amica. E ritrovarsi al telefono a gridare vituperi al mondo o a tirarsi i capelli l'un l'altra in un caffè fino al sangue.
Quando ho letto di sta cosa che sto per dire è un po' come se mi fosse caduta una tegola in testa. Banalità delle banalità. E qui le citazioni cinematografiche si sprecherebbero. Da un "Ben Hur" a un "Cantando sotto la pioggia" in una sigaretta. E potrei dirne altre, ma sai te che noia, e questo articolo poi chi lo leggerebbe più...
Si lo so, è banale la tegola, ma è così. Non saprei proprio che esempio migliore usare. Forse un vaso. Si, forse era un vaso di primule. Già, è banale pure quello. Così come è banale fare un remake di un qualcosa già fatto disfatto e rifatto mille volte. In più tratto da un libro.
Banale come fare un film su qualcosa che una volta pure Topolino e Zio Paperone ci hanno lavorato su! E non scherzo! Chi non l’ha visto almeno una volta per Natale in tv?
Senza parlare poi dei Muppets... Pure loro ci hanno lavorato su sta cosa. Forse avevano bisogno di soldi.
Insomma, forse mi sono dimenticato anche come si fa a scrivere ricercando l’obiettività delle cose. Forse. Ma credo, anzi ne sono sicuro, che in realtà sia un po' come andare in bicicletta. Ci sono cellule nella corteccia celebrare che hanno esattamente lo scopo di non disimparare mai certe cose. Come fumare, fare pipì in piedi o guidare la macchina. Quindi, se puoi, leggi : io qui sono obiettivo.
Per cui, a farla breve, per tornare a bomba, mentre mi "promenavo" per la rete mi sono imbattuto in questa "cosa" che chiamarla straordinaria sarebbe una perifrasi. Un minimizzare e svalutare un evento che non si potrebbe proprio deprezzare così senza poi non aspettarsi un giorno di pagarne una pena. Perché insomma. Dai... Ma voi lo conoscete Robert Zemeckis? Cioè. Voglio dire... Robert Zemeckis!... Mica patatine fritte.

Quello di La Morte ti fa bella (1992).
Quello di Le verità nascoste (2000).
Quello di Cast Away (2000).
Quello di Ritorno al futuro I - II - III (rispettivamente 1985 - 1989 - 1990).
Quello di Forrest Gump (1994).

Quello di tante altre perle del cinema che se non le avete viste allora forse è meglio che le vedete.
Si è vero. Ultimamente si era dato a cose un po’ strane, experimental come direbbero i “professoroni” e per i bambinoni come direi “io”. Robe tipo : Polar Express (2004) mezzovideogiocato. E la leggenda di Beowulf (2007). Che boh, come dice Totò : “C’è a chi piace e a chi non piace.”
Ma caspita. Ma voi ve lo immaginate Jim Carrey nella parte di Ebenizer Scrooge? Imbottito fino a scoppiare di cera sulla faccia per invecchiarlo. Che voi quanti attori conoscete così, come lui, riconoscibili anche sotto un mascherone di silicone così? (Guardare il trailer sotto per provare ciò che vi dico.)
Ecco in sostanza, e per sintetizzare un po’ quello che si è detto pocanzi, io sostengo, sino a prova contraria, (cioè che il film poi alla fine mi fa schifo...) che “Canto di Natale” rifatto da Robert Zemeckis sia quello che si può chiamare un Evento cinematografico di quelli con la E proprio così come la vedete.
Niente di più e niente di meno.
E se il/la vostro/vostra migliore amico/amica non ama Jim Carrey, e per questo pure voi, allora se fossi nei panni vostri da oggi valuterei seriamente la possibilità di cambiare migliore amico. Almeno prima che inizi a sentirsi con il vostro partner.


Wikipedia dixit :

A Christmas Carol
Canto di Natale (A Christmas Carol) - è una delle opere più famose e popolari di Charles Dickens (1812-1870), a cui sono ispirati anche numerosi film (nei titoli originali quasi sempre A Christmas Carol o Scrooge) e anche fiction.

Filmografia
Lo schiavo dell'oro (Scrooge) - film del 1951
Non è mai troppo tardi - film del 1953
La più bella storia di Dickens (Scrooge) - film del 1970
Canto di Natale di Topolino - cortometraggio del 1983
S.O.S. fantasmi (Scrooged) - film del 1988
Festa in casa Muppet (The Muppet Christmas Carol) - film del 1992
Natale a casa Deejay - film del 2004




[IL FUMETTO] Guerra Segreta - La black- op dei supereroi

Atterrata in edicola la settimana scorsa, nella collana "Le Grandi Saghe Marvel", la miniserie "Guerra Segreta" rappresenta - assieme a Civil War - una sconvolgente e magnifica divergenza all'interno dei consueti clichè Marvel riproposti in quasi tutti gli albi a fumetti pubblicati da decenni in America.

La Guerra Segreta in questione è la guerra privata del soldato Nick Fury, che attinge a piene mani alle sterminate risorse governative dello S.H.I.E.L.D. e non esita a contattare i suoi amici mutanti e supereroi per far fallire un piano diabolico orchestrato dal governo di Latveria ai danni degli Stati Uniti.
Il personaggio di Nick Fury è al massimo della complessità psicologica; le sue motivazioni sono chiare, gli echi dell'11 settembre si fanno sentire a tutta forza, e il parallelismo tra i due avvenimenti è molto chiaro. Fury agisce perchè non può stare a guardare un'altra volta, mentre il governo finge di non comprendere e gioca ancora l'inutile carta della diplomazia. Il suo scopo è di salvaguardare l'America ad ogni costo e con i suoi mezzi: per questo mette in atto un piano segreto per dare il via ad una guerra "sporca".

Nonostante si possa ad arrivare a comprendere le sue motivazioni e il suo sforzo di preservare la pace con una mazza più grande degli altri - i mutanti! -, non possiamo fare altro che rimanere stupiti (come Spidey) o incazzati (come Wolverine!) con lui, alla fine... Anche perchè le mosse ordite contro i suoi stessi compagni di lotta non lo rendono particolarmente nobile. Si noti inoltre come "Guerra Segreta" non presenti al suo interno nessun villain degno di questo nome. Il primo ministro di Latveria, il bersaglio dell'operazione, risulta essere un'avversaria temibile e quasi invincibile, ma nonostante il suo ritorno dalla morte in grande stile, non traspare una presenza carismatica capace di tenere testa a Nick Fury. Penso che questo sia dovuto ad una semplice ragione: Nick Fury rappresenta contemporaneamente sia il "buono" sia il "cattivo" della serie, nel senso che le sue azioni lo portano ad una zona grigia dove tutto è possibile, e non sarà più in grado di schierarsi nettamente con la parte legale dei suoi amici supereroi (vedasi il suo contributo "fantasma" durante la Civil War, a fianco di Cap America).
Nick Fury abbandona lo S.H.I.E.L.D. e si da alla macchia, sorprendendo tutti, tranne forse il Presidente, che nella lunga registrazione finale con il nuovo Direttore dello S.H.I.E.L.D. lascia trasparire (forse) la sua soddisfazione per il piano ben riuscito, e per essere uscito pulito da una situazione scomoda, eliminando i cattivi con armi e uomini "usa e getta". Una capacità innata per i mezzi-uomini della politica, fortunatamente sconosciuta ai veri eroi.

[IL FUMETTO] Civil War

La saga a fumetti nota come Civil War è forse la più popolare ed apprezzata "crossover adventure" dell'Universo Marvel.

Quali sono i motivi di questo successo planetario, nettamente in controtendenza rispetto ai grigi anni di grande crisi nel mondo dei fumetti?
Le cause sono molteplici e vanno ricercate in diversi fattori che concorrono inseme al successo della saga: in primo luogo il sensazione scontro epico tra diverse generazioni di super-eroi, una battaglia mozzafiato mai vista prima che si staglia prepotentemente sullo sfondo delle storie di tutti i super-eroi Marvel. In secondo luogo la morte di Capitan America e la rivelazione dell'identità dell'Uomo Ragno al mondo, due eventi che sono stati perfino raccontati dai maggiori network mondiali, partendo dalla CNN fino ai nostri marginali media italiani.
Ma in realtà Civil War non sarà ricordata in futuro solo per i grandi sconvolgimenti generati dal "Registration Act", che rivoluzionano il continuum di molti tra i più noti eroi Marvel, oppure forniscono il pretesto per un "reboot" del personaggio (vedi l'Uomo Ragno); ciò che veramente la contraddistingue è il suo grande respiro epico che pervade tutta l'opera, trasformandola in una graphic novel di stampo classico, capace di essere letta e apprezzata anche dai lettori occasionali di fumetti.

Civil War offre un intrattenimento particolare rispetto al solito fumetto concepito come mera lettura d'evasione, ma concentra al suo interno una serie di profonde tematiche per nulla scontate, alcuni eccezionali affreschi umani ed un notevole climax tragico; il tutto unito ad un particolare lirismo, capace di confermare il fumetto come un'opera sensazionale da non perdere.

È guerra. E non ci sono cattivi in questa guerra.
Da un parte Iron Man e la legge, giusta o sbagliata che sia, dall’altra Capitan America e la libertà, una libertà fuorilegge.

Tutto nasce quando un gruppo di eroi, i New Warriors, durante il reality di è è protagonista, attacca un piccolo gruppo di superlatitanti. Uno di loro, Nitro, vecchio nemico del primo Capitan Marvel si fa esplodere (è questo il suo potere) durante lo scontro uccidendo non solo (almeno apparentemente) l’intero gruppo di giovani eroi ma anche più di 600 abitanti della cittadina del Connecticut, fra cui diversi bambini.
Questo avvenimento accelera il processo avviato da Maria Hill, nuovo direttore dello Shield dopo la fuga di Nick Fury in seguito agli eventi narrati in Guerra Segreta, all’indomani degli sconvolgimenti causati da Scarlet nell’ambito della maxisaga House of M. Di fronte alla sfiducia di gran parte della popolazione, gli eroi non sembrano avere altra scelta che registrarsi e diventare a tutti gli effetti dei “dipendenti” de governo oppure darsi alla clandestinità. Portabandiera degli eroi favorevoli all’Atto di Registrazione Tony Stark, alfiere degli eroi in fuga Steve Rogers. Saranno i primi a dover “ricondurre alla ragione” Capitan America e i suoi alleati, in una guerra fratricida che promette di riservare parecchie sorprese (non perdetevi la scelta dell’Uomo Ragno, sul numero 2). Sicuramente l’evento Marvel più importante di tutti i tempi che, in maniera più o meno collaterale, coinvolge davvero l’intero Marvel Universe (a parte gli eroi cosmici, impegnati a fronteggiare contemporaneamente l’Onda Annihilation nelle profondità dello spazio). La miniserie principale è affidata all’esperto in blockbuster Mark Millar per i disegni di un ispirato Steve McNiven, e a corredo di ogni volume le storie tratte da Civil War: Frontline, collana collaterale scritta da un Paul Jenkins in ottima forma. Sicuramente una storia da leggere, anche per chi non è appassionato del genere, anche solo per sapere con chi ci si schiererebbe. È facile stare dalla parte dell’eroe quando fronteggia il cattivo di turno, ma quando la guerra è eroe contro eroe, il lettore da che parte sta?

[IL COMICO] Sparare sulla Croce Rossa - Iago con Vaporidis

Ok, iniziamo con il dire che non ho visto questo film, non ho intenzione di andarlo a vedere e mai lo vedrò. Ma lo voglio recensire lo stesso. Perchè? Perchè sono il Comico, quindi se la cosa non vi piace staccatevi pure gli occhi dalle orbite dato che non siamo in TV, e ormai che vi siete messi a leggere questo articolo non è possibile cambiare canale. Chiaro?

TRAMA: Lui, Vaporidis - l'ho scritto giusto? -, è un attorucolo arrivato alla ribalta dopo che Silvio Muccino ha lasciato vacante il trono di uomo copertina di Top Girl, a causa di un'improvvisa svolta mistico-recitativa. Non conoscete la svolta di Muccino Jr.? Gabriele, il fratello regista, ha scommesso con Will Smith che ipnotizzando lui, un pallone Supertele e una gallina, uno dei tre avrebbe sicuramente vinto un Oscar. Il Supertele lo ha vinto per la sua struggente interpretazione in Cast Away, mentre la gallina scrive copioni per Tarantino e Ron Howard... quindi Silvio si sta impegnando per tenere il passo. Ma non divaghiamo.
Lui, dicevamo, il "Vapor"-Idis. Adesso me lo segno.

La grande promessa de "La notte prima (e pure quella dopo, ma oggi)" interpreta uno dei grandi villain della storia della drammaturgia inglese, Iago da l'Otello di Shakespeare, aggiornandolo fatalmente ai dettami meno puristi e classici dei nostri sventurati tempi volgari. L'operazione di creazione del film (leggasi "stupro") e le esigenze di marketing hanno portato ad uno sforzo congiunto di un gruppo di autori semi-analfabeti per realizzare una sceneggiatura moderna (leggasi "carta igienica") grazie ad una lettura verticale ed intensiva (leggasi "non c'hanno campanato una mazza") del mega-bignamone di letteratura inglese, per partorire alla fine una bella rottura di zebedei unanime per pubblico e critica.

Ma la trama, ordunque. Sempre lui, Vapor-Idis mantiene per tutto il film la solita faccia accigliata del povero sfigato che si vede rubare donna, carriera, amici, cane, casa, famiglia, abbonamento allo stadio e iPod da un emerito stronzo, figlio di papà, con la puzza sotto il naso, cretino e senza talento... e perfino un po' negro. La vendetta è dietro l'angolo. E mentre ai giorni nostri un qualsiasi povero cristo che si trovasse in una situazione del genere comprerebbe un mitra e del tritolo per vendicarsi in maniera seriale sul suddetto figlio di papà, il nostro Iago (ma ai giorni nostri si darebbero nomi del genere?) si imbarca, sempre accigliatissimo, in una vendetta machiavellica e labirintica.
Vendetta, per inciso, che gli va pure male. Dato che Vapor-Idis è svenuto per lo stress recitativo nel sentire la parola "machiavellico", il film è stato in seguito montato con scene dell'Otello di Orson Welles con appiccicata la faccia del nostro amato Vapor.
Ma c'è anche la Chiatti, che si conferma quella giovane promessa entrata di diritto nel cinema nostrano. Cinema Lux, adiacente alla stazione, a vendere il popcorn. Insieme, si slanciano in un torbido rapporto sentimentale la cui veridicità ci conferma le incapacità recitative dei due attori... con all'attivo solo poche inutili epressioni, tra l'altro tutte esplicabili di spalle, a telecamere rigorosamente spente.

Ma la vera sorpresa non è Vapor, e neppura la Chiatti, ormai vecchie glorie del cinema per adolescenti lobotomizzati. Noi ci siamo interrogati a lungo su quali siano le origini artistiche dell'attore che interpreta Otello, il "vero" protagonista della vicenda e grande sopresa recitativa della pellicola!
Le abbiamo scovate solo per voi.

Raccattato alla fermata di un semaforo dalla moglie del regista, portato in seguito a casa e tenuto nascosto nell'armadio della stanza da letto per mesi (dove era utilizzato come portacravatte e schiavo sessuale unisex), Bongo Mandingo Wellington, il suo vero nome, è stato scoperto quasi casualmente da Volfango De Biasi quando un giorno si è accorto di essersi messo due calzini di diverso colore. Apprezzato immediatamente per le sue doti naturali ("E' negro, quindi deve fare lui Otello"), ha trovato però un piccolo iniziale ostacolo quando Vapor ha preteso di voler fare lui tutti i ruoli del film, compresi quelli dei passanti, dei personaggi di sesso femminile e dei soprammobili. Placata la sua smania recitativa a suon di sberle, Bongo ha in seguito recitato con grande slancio artistico le sue 6 battute, tra cui "Ciao Iago", la più lunga, rimane da antologia. Il film lo ha reso una star internazionale, e oggi firma autografi sui parabrezza delle auto che pulisce al solito semaforo dove è tornato a lavorare.

[IL FUMETTO] Anarchici e giustizieri di Alan Moore - Rorschach e V a confronto

Dopo la rilettura e la visione di Watchmen, a cui è seguita anche la lettura dei bozzetti preparatori di Gibbons dall'ottimo volume Watching the Watchmen (consigliato a tutti i fan dell'artista), mi sono trovato quasi per caso a compiere un gioco di comparazione mentale tra alcuni degli eroi romantici e dannati di Alan Moore, ovvero tra i protagonisti delle sue opere a fumetti.
La più facile ed immediata somiglianza si avverte quasi spontaneamente se si accostano il vigilans mascherato Rorschach da Watchmen e il giustiziere anarchico V dall'omonimo V per Vendetta. Esplorando in seguito con calma la loro iniziale rassomiglianza, si scopre che origini, obiettivi, ideologie e perfino visione estetica del mondo non sono dissimili; ciò che si compie è una specie di viaggio all'interno della mente di Alan Moore, e all'interno della sua visione del mondo trasferita sottoforma di fumetto in questi due frammenti di uno specchio "oscuro".
Vediamo insieme i punti di contatto tra V e Rorschach.

Origini - Il dolore e il trauma che portano alla genesi del personaggio
Sia l'uomo della camera 5 (V) sia Walter Joseph Kovacs hanno vissuto un trauma profondo ed insanabile che li ha letteralmente trasformati in qualcosa di... diverso, proprio come recita il Joker ne Il Cavaliere Oscuro, "ciò che non ti uccide ti rende più strano". Entrambi i due personaggi sono stati trasformati da eventi che hanno plasmato il loro fisico (nel caso di V) e la loro psiche, dando loro la forza e le motivazioni profonde per perpetrare un'eterna vendetta, contro il Sistema o contro la criminalità e il marciume della società.

Scopi - Vendetta!
In entrambi i casi, ed è una mia personalissima opinione, le azioni dei due personaggi sono il frutto di una ponderata vendetta nei confronti della società. Per V questo è palese, la sua lotta contro il Sistema è in verità un sapiente travestimento che nasconde un complesso piano di vendetta contro i suoi aguzzini. Si può dire lo stesso per Rorschach? Io credo di sì, anche se è molto più difficile da intuire. E' ovvio che il suo ruolo di vigilans e le sue motivazioni non sono le stesse di Gufo Notturno, dato che in lui si agita un demone privato che trova origine nella sua infanzia, ma che ha preso il sopravvento dopo il caso della bambina rapita e violentata. Da quel momento Rorschach smette di essere "troppo tenero", cioè smette di fare il giustiziere mascherato per diventare un punitore, perpetratore di una vendetta che non ha nulla a che vedere con l'applicazione della giustizia. Superato quel confine tra l'essere un giustiziere ed essere un vendicatore, anche Rorshach compie il suo percorso contro l'ideale democratico di Giustizia, considerata fallace e inutile, proprio come V nel suo famoso "dialogo" con la statua della Dea Bendata.

Estetica - Non è una maschera, ma un volto
Mentre sappiamo cosa c'è dietro la maschera di Rorschach, V non si mostra ai lettori, che non sapranno mai chi nasconde la maschera di Guy Fawkes; questo dimostra una profonda vicinanza dei due personaggi. Entrambi non sono nulla, anzi - essi sentono di non essere nessuno - senza la maschera che indossano. Forse dietro V c'era un uomo, forse un immigrato clandestino ustionato dopo l'incendio nel campo di prigionia, ma chiunque egli fosse in realtà è morto quella stessa notte. La genesi di Rorschach è esente da gravi traumi fisici, ma analogamente egli ha superato quella linea di confine che separava l'esistenza incolore di Kovacs dalla vita da giustiziere mascherato, e poi in seguito vendicatore, di Rorschach.

La Fine - Tutto è perduto?
Alla fine di V assistiamo alla presa di coscienza della protagonista e la sollevazione popolare contro l'iniquo regime. La morte di V è servita a qualcosa, ha infranto il potere violento ed illegale del Grande Fratello inglese. La stessa cosa si può dire di Rorschach? La sua morte è servita a qualcosa? L'utopia (distopia?) di Veidt è al sicuro dopo la sua morte? Moore non ce lo dice ma, come per V, qualcosa di Rorschach sopravvive alla sua morte: il suo diario, che contiene le cronache degli avvenimenti avvenuti prima del finto attacco alieno. Riusciranno un branco di scribacchini fascisti a decifrarne il contenuto ed intuire la Verità? Non c'è dato saperlo, ma Moore affida ad un movimento clandestino ed estremista (anarchico o fascistoide, non importa) la bandiera della Verità, e sempre quando uno Stato è autoritario e corrotto, come accade nell'Inghilterra di V e nella menzognera utopia di Ozymandias.

La morale è una sola: resistere! Remember, remember... the 5th of November!

[IL FUMETTO] Le Grandi Saghe Marvel

Sono circa 20 anni che l'universo Marvel (anche quello DC...) è letteralmente "esploso" diventando qualcosa di nuovo rispetto alla linea originale; un mondo multiforme in continua espansione. Gli sceneggiatori sono passati dalla semplice creazione del supereroe - un mutante, un extraterrestre, un uomo "con dei poteri", un uomo dietro la maschera - alla nuova idea di creare/mutare il mondo dei supereroi, moltiplicando universi e addirittura arrivando a risplasmare la stessa realtà fisica. Anche per un appassionato come me risulta difficilissimo districarsi tra le diverse linee temporali, i mondi paralleli, i molteplici universi, gli incredibili "what if" (cosa sarebbe successo se Magneto e non Xavier avesse fondato gli X-Men?), e poi i numerosissimi personaggi: mutanti, superumani, entità cosmiche, grandi avversari, uomini mascherati, uomini "corazzati"... etc...

Il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport faranno uscire ogni settimana a partire da oggi, lunedì 23 marzo, una della grandi saghe moderne che la Marvel ha realizzato negli ultimi anni. Il piano prevede 30 uscite a 9,99 euro l'una. Consentitemi di dire che per 200-300 pagine di ottimi fumetti a colori, il prezzo è veramente interessante.

CIVIL WAR - La storia vede la comunità dei supereroi spaccarsi davanti alla decisione di appoggiare o meno l'Atto di Registrazione dei superumani, che permetterebbe al governo degli Stati Uniti d'America di registrare le identità civili degli individui dotati disuperpoteri. I due fronti hanno come leader Capitan America (contrari) e Iron Man (favorevoli). Lo slogan della saga è: «Tu da che parte stai?». La serie è bellissima e, come potete vedere voi stessi dal piano dell'opera (non vi svelo nulla!), si conclude epicamente con una tragica uscita di scena di un grande eroe della tradizione del fumetto USA.


Qui il piano dell'opera (da comicsblog.it: data di uscita - nome della raccolta - albi originali all'interno):
1) 23/3 - Civil War (di M. Millar & S. McNiven) - Civil War 1-7
2) 30/3 - La morte di Capitan America (di E. Brubaker & S. Epting) - solo il ciclo da Captain America
3) 6/4 - Spiderman: Back in black (di J.M. Straczinsky & R. Garney) - solo il ciclo compreso tra i numeri 539 e 543 di Amazing Spider-Man
4) 16/4 - Spiderman: Soltanto un altro giorno (di J.M. Straczinsky & J. Quesada) - Amazing Spider-Man #544-545, Sensational Spider-Man #40, Friendly Neighborhood Spider-Man #23.
5) 20/4 - Guerra Segreta (di B.M. Bendis & G. Dell’Otto) - Secret Wars 1-6
6) 27/4 - Wolverine: Nemico pubblico (di M. Millar & J.Romita Jr.) - La saga completa comprende i numeri 20-32 di Wolverine.
7) 4/5 - I potenti Vendicatori (di B.M. Bendis & F. Cho) - probabilmente il primo ciclo di Mighty Avengers
8) 11/5 - Devil: Diavolo Custode (di K. Smith & J. Quesada) - La saga omonima da Daredevil 1-8
9) 18/5 - World War Hulk (di G. Pak & J. Romita Jr.) - World War Hulk 1-6
10) 25/5 - Gli incredibili X-Men (di J. Whedon & J. Cassaday) - Probabilmente Astonishing X-Men 1-6
11) 1/6 - Iron Man: Extremis (di W. Ellis & A. Granov) - Il ciclo omonimo da Iron Man 1-6
12) 8/6 - Gli Eterni (di N. Gaiman & J. Romita Jr.) - The Eternals 1-7
13) 15/6 - I Fantastici Quattro (di R. Aguirre Sacasa & S. McNiven) - probabilmente il primo ciclo da Marvel Knights Fantastic Four
14) 22/6 - La Guerra Kree-Skrull (di R. Thomas, N. Adams, S. Buscema) - la storica saga recentemente ristampata in un Marvel Best
15) 29/6 - Guerre Segrete (di J. Shooter & M. Zeck) - Marvel Superheroes Secret Wars 1-8
16) 6/7 - Thor: Il ritorno del dio del tuono (di J. Straczinsky & O. Coipel) - Probabilmente il primo ciclo della nuova serie
17) 13/7 - 70 anni di Marvel (aa.vv.) - Presumibilmente antologico
18) 20/7 - I Vendicatori contro i Difensori (di S. Eglehart, S. Buscema, B. Brown) - la storica saga recentemente ristampata in un Marvel Best
19) 27/7 - Marvel Zombies (di R. Kirkman - S. Phillips) - la miniserie omonima
20) 3/8 - La morte di Capitan Marvel (di J. Starlin) - l’omonima graphic novel, la cui ultima edizione italiana risale al 1990
21) 10/8 - Capitan America: L’avversario (di J. Ney Rieber & J. Cassaday) - il ciclo da Capitan America (vol.4) 1-6
22) 17/8 - 1602 (N.Gaiman - An. Kubert) - 1602 1-8
23) 24/8 - Silver Surfer: Requiem (di J.M. Straczinsky & E. Ribic) - contiene la recente miniserie dipinta
24) 31/8 - Devil: la saga di Elektra (di F. Miller - Klaus Janson) - contiene le prime apparizioni di Elektra su Daredevil
25 7/9 - X-Men: Messiah Complex (aa.vv.) - il recente cross-over mutante
26) 14/9 - Punisher: Barracuda (di G. Ennis & G. Parlov) - Punisher MAX 31-36
27) 21/9 - I Fantastici Quattro di Stan Lee e Jack Kirby (di S. Lee & J. Kirby) - Presumibilmente una sequenza di episodi dai 100 numeri realizzati dal duo
28) 28/9 - Iron Man: Il demone nella bottiglia (di D. Micheline & B. Layton) - Iron Man #120-128
29) 5/10 - Ultimates (di M. Millar - B. Hitch) - Probabilmente il primo ciclo di Ultimates
30) 12/5 - Marvel Horror (G. Conway, M. Friedrich, M. Ploog) - Presumibilmente antologico

[IL FUMETTO] Watchmen - In difesa di Ozymandias



Attenzione! Contiene SPOILER sulla storia di Watchmen!



Partiamo da questo presupposto, Adrian Veidt/Ozymandias è il "cattivo" di Watchmen, nel senso classico del termine. Gibbons stesso ha detto, su Ozymandias: "One of the worst of his sins is kind of looking down on the rest of humanity, scorning the rest of humanity." (Talking With Dave Gibbons. WatchmenComicMovie.com. October 16, 2008)



Se manteniamo questo atteggiamento nei suoi confronti, la critica del suo operato e del suo mefistofelico piano risulta alla fine molto più lineare e semplice. Partiamo perciò considerando le motivazioni che muovono gli altri personaggi nel mondo di Watchmen: Dr. Manhattan è un dio apatico, Gufo Notturno si è ritirato (I e II), Spettro di Seta (sempre I e II) gioca/giocava a fare la supereroina, il Comico è un sadico e un maniaco, Rorschach pensa che si possa celebrare una più alta morale ripulendo i bassifondi di una città.


Chi sta veramente agendo per il bene comune? Uno degli architetti dello sfascio morale e materiale degli Stati Uniti del 1985 è il Comico, che contempla il suo personale Sogno Americano fatto di violenza e prevaricazione. Rorschach ammira la schiettezza del Comico, anche se nel suo autismo morale continua a fare il vigilante nelle strade, ignorando però "The Big Picture": la guerra termonucleare. Lui lo scrive sui suoi cartelli, ma non gli importa veramente (in una gustosissima scena chiede al giornalaio di tenergli il giornale anche per il giorno "dopo"). Rorschach non sa vedere oltre alla realtà marcia in cui è stato partorito e credo inoltre che non sia così determinato a cambiarla, dato che lui stesso è un prodotto del male che combatte. Nella scena della prigione si vede bene come lui "rinasca" tra i detenuti, mentre quando viene catturato ed è picchiato dai tutori dell'ordine, egli perda tutta la sua forza di vigilantes.
Ozymandias invece è l'opposto di Rorschach. A lui non importa della gente, a lui importa dell'Umanità, anche se la guarda dall'alto verso il basso, dato che ne ha una visione idealizzata, personale. Per questo è inutile combattere un male endemico nella società come il crimine, che esiste dall'alba dei tempi ed esisterà sempre. Ozymandias non accetta il ruolo del semplice vigilantes, e crede che bisogna convivere con questo male, mentre Rorschach non lo accetta, e questo è uno dei motivi della sua fine. Anche durante l'Apocalisse, vuole mantenere la sua morale.


Il piano di Veidt è perfetto e salvifico. Forse non lo sarà per sempre, ma questo è relativamente importante. Con il suo piano ha dato all'umanità una prospettiva superiore a quella dei piccoli contenziosi tra stati. Veidt ha dato al pianeta la prospettiva delle Stelle, con un espediente doloroso e luttuoso, come fa un maestro rigoroso per fare in modo che la lezione sia compresa dall'allievo. Un maestro orientale, silenzioso ed intransigente che guarda il suo allievo dall'alto verso il basso...
Ozymandias ha plasmato un nuovo mondo che riemerge dall'incubo dell'annichilimento e si affranca per sempre da una divinità atarassica capace di influenzare negativamente il destino degli uomini. Forse non sarà per sempre (il finale è beffardo e imprevedibile), ma quello che ha fatto Veidt è dare una speranza anche breve al genere umano, dargli la possibilità di gestire il proprio destino senza più dover vivere sotto la condanna dell'orologio dell'Apocalisse.


[IL FUMETTO] Watchmen - Critica a Ozymandias


Attenzione! Contiene SPOILER sulla storia di Watchmen!

Allora, mettiamo subito le cose nero su bianco, senza che nulla si mischi e diventi grigio: Ozymandias è un egocentrico yuppi con manie di protagonismo, pronto per l’archivio mitomani del New Frontiersman.

Il problema è classico: il fine giustifica i mezzi? O meglio: come dice giustamente il dottor Manhattan prima di trasferirsi in un’altra galassia, nessuno sa cosa succederà alla fine, nessuno può dire se davvero Veidt ha fatto la cosa giusta. Dunque: il fine giustifica le azioni, a prescindere dalla loro qualificabilità come mezzi?

Innanzitutto, “I racconti del Vascello Nero”: il protagonista della storia agisce con un fine inoppugnabile, convinto che la più terribile delle sventure si sia abbattuta sui suoi cari. Spinto da questo, commette dei crimini (non paragonabili alla morte di 4 milioni di persone!): e allora, quel fine, giustifica le azioni? La risposta è chiara, ed è no. Non conta l’intenzione, il fine, l’idea: chi uccide gli innocenti, deve nuotare faticosamente fino al Vascello Nero che lo aspetta, ed unirsi alle altre anime dannate che lo popolano.

Un’anima dannata il divino Ozymandias dunque? Prima di tutto, e più di ogni altra cosa, Adrian Veidt è paradossalmente la totale antitesi dell’Oltreuomo di Nietzsche.

L’Oltreuomo è colui che sa dire sì alla vita, sempre e comunque: è colui che sa accettare la vita in ogni suo aspetto, con le sue contraddizioni, i dolori, le sconfitte, l’eterno ritorno senza speranza e senza uscita, che sa vivere senza dei e senza idoli, solo con la disperazione, che sa accettare la debolezza che è unica vera forza.

Ozymandias dice il più radicale no alla vita che si possa immaginare: non accetta il mondo, con le sue contraddizioni e la sua follia, vuole cambiarlo, e crede di poterlo fare, ha bisogno di dei e idoli (essenzialmente se stesso!), ha bisogno di sperare, di credere in una nuova utopia e di poter pensare un futuro migliore in cui lui sarà il signore incontrastato di un mondo pacificato.

Un mondo che ormai da lungo tempo, dalla comparsa del dott. Manhattan, ha perso ogni senso di responsabilità: gli uomini hanno rinunciato a gestire il mondo, lasciandolo a chi non è uomo, ma prodigio della scienza o intelligenza superiore. Il dottor Manhattan ha tolto all’umanità la possibilità di costruire il futuro con le proprie mani, Ozymandias allontana il “dio americano” solo per sostituirvisi, porta il mondo sull’orlo del collasso per poi poter dire di averlo salvato.

Ma gli uomini esistono ancora: c’è Rorschach, solo, ferito, fallito, che urla il suo sì alla vita. La accetta così come, con la sua insensatezza, guarda in faccia il baratro e l’orrore, e va avanti, perché il mondo è sporco e macchiato come la sua faccia, ma il nero e il bianco non potranno mai confondersi e diventare una grigia liquidità. Rorschach è un uomo che ha scelto, e che senza volerlo e senza accorgersene è in grado di cambiare il mondo: lo psicanalista Malcolm, dopo averlo conosciuto, diventa disposto a rinunciare a sé, alla riconciliazione con la moglie, pur di aiutare chi ha bisogno e non restare indifferente di fronte agli altri. Il giornalaio Bernard che tutti i giorni gli vendeva il delirante New Frontiersman, cerca di superare il muro d’indifferenza e conoscere il ragazzo che gli siede accanto. Il poliziotto Steve interviene per fermare il pestaggio di Aline, “Sono sempre io!” grida a chi vorrebbe la sua preoccupazione per il prossimo confinata ad un orario di lavoro.

Infine, Gufo Notturno: un altro uomo, profondamente uomo, che dichiara la sua faticosa amicizia per Rorschach e di certo non può che condividerne l’etica. E allora, perché non lo segue verso Anacleto per annunciare al mondo cos’è realmente accaduto? Perché Dan ha Laurie, il suo prendersi cura del mondo e guarirlo dalle sue ingiustizie per lui ha un volto e un nome: è più difficile ragionare per assoluti quando l’umanità è riassunta in un corpo e in una voce. Ma la scelta è la stessa, per i due come per Rorschach: accettare la vita com’è, e amarsi, nonostante tutto possa scomparire da un momento all’altro, e guardare in faccia l’orrore e dire di sì, sì a tutto, senza speranza e senza futuro, in un eterno presente.

Ozymandias, il poema di Shelley, è un inno crepuscolare alla grandezza del passato che non esiste più: il sovrano egizio ha costruito la civiltà più splendente che sia mai esistita, si è circondato di monumenti e vestigia che credeva immortali. Ora, per chi passeggia dove un tempo sorgeva il suo palazzo, si presentano alla vista solo pietre e rovine: la grandezza è un’illusione, l’immortalità un sogno per chi non sa accettare il presente. Nessun uomo può credere che il mondo sia in suo potere: né Alessandro il Grande, né Ramses, né il dottor Manhattan né Adrian Veidt.

La nostra povera terra, sciolta dalla catena del suo sole, vaga senza meta per la vuota infinità del cosmo: ma gli uomini, si sa, sono sempre stati bravi timonieri, fin dall’origine dei tempi.

Sabrina*


*Collaboratrice occasionale e ragazza del redattore Gianchi.

[IL COMICO] Crossover #1

A tutti piacciono i crossover! Ma cosa sono i crossover? Non li conoscete? Ma sì, che li avete visti! Sono il risultato di franchise traballanti, sceneggiature corsare e produzioni molto lungimiranti! Nei fumetti sono una realtà consolidata, mentre il cinema è ancora incerto a fare il passo decisivo! Ancora non vi ho detto cosa sono, ma facciamo degli esempi: Alien vs Predator, Alien vs. Predator vs. Terminator, Dredd vs. Predator, Dredd vs. Alien, Batman & Superman vs. Alien vs. Predator, Civil War della Marvel, CSI Las Vegas e Miami insieme, etc... Si prendono personaggi triti e ritriti e si inventa una storia in cui possano cooperare/combattere insieme! E la coerenza del personaggio, direte voi? Un concetto largamente superato!

Ma perchè solo gli studi di Hollywood devono avere l'esclusiva di questa entusiasmante operazione? Immaginiamo cosa possa succedere se anche i nostri tristi e ripetitivi franchise si unissero nel grande mash-up.


Alien vs. Er Monnezza

In questo entusiasmante ed arduo crossover vediamo il Monnezza combattere contro la triade cinese che ha contrabbandato a Napoli una serie di misteriose casse contenenti preziose "uova di drago". Si riveleranno pericolose uova di Alien! Aiutato da Raul Bova in due ruoli diversi - ma sempre recitati da cane -, ovvero l'archeologo resuscitato (coerenza? boh!) dal primo AVP e il commissario Ultimo, Er Monnezza debellerà la grande minaccia alla razza umana con le sue solite battutacce da borgataro. Una sintesi delle perle per gli amatori:

"Ammazza quanto sei brutto aliè! Oltre a dù bocche che c'hai pure dù biiiiip?"

"Aliè, mò te rispedisco a carci 'n biiip sur tuo pianeta de biiiip!"

"Commissà, questo c'ha l'acido nelle vene!" "Ammazza, e nello stomaco che c'avrà, er paraflu?"


Terminator vs. Romanzo Criminale

Nell'anno 2029 la malvagia entità cybernetica Andreotti-Net governa con il pugno di ferro tutta l'Italia, costringendola ad una vita di stenti e di schiavitù dopo aver ripristinato un eterno pentapartito. Ma il potere non basta mai (e logora chi non ce l'ha), quindi Andreotti-Net invia nel passato un Terminator della FIAT Robotics per eliminare dalla storia tutte le macchie di gioventù (Gladio, Moro, Mafia, Legge sul divorzio e aborto, Servizi Deviati, etc...), per poter così aspirare al soglio pontificio, e unire di nuovo potere temporale e spirituale!

Ma arrivato negli anni 70' dovrà combattere duramente contro un gruppo di criminali, che si battono per il loro inalienabile diritto di continuare a delinquere, e inconsapevolmente resistono contro la spietata macchina assassina!


Sex and the City: Milan Nights

Le babbione newyorchesi che abbiamo amato a Sex and the City decidono di trasferirsi a Milano per la settimana della moda. Dopo aver conosciuto intimamente il maschio latino e aver vissuto trasgressive nottate italiane, decideranno di stabilirsi permanentemente. Il conflitto tra la mentalità lavoratrice settentrionale e il loro fancazzismo glamour instaurerà simpatici quadretti: Carrie (la giornalista) cercherà un nuovo Sigùr Grand mentre scrive inediti di Oriana Fallaci, Miranda (cinica donna in carriera) entrerà nel Pdl come donna immagine e lotterà aspramente contro la misoginia in Parlamento, Charlotte (la sognatrice) troverà finalmente il suo Principe Azzurro in un grande magnate dell'eternit della Brianza, Samantha (quella facile) andrà all'Isola dei Famosi dove verrà accusata di turpiloquio e promiscuità sessuale (alzando notevolmente l'audience).


CSI e RIS insieme!

Grissom e i suoi lavorano ad un caso di mafiosi uccisi in un casinò a Las Vegas. Il cadavere di un membro della famiglia Gambino viene trovato imbottito di capesante avariate e pizzini con scritto in codice la ricetta del capitone soffritto. Si sospetta una nuova Capesante Connection con la camorra italiana. La pista porta direttamente in Italia, dove il gruppo del RIS di Posillipo si mette a disposizione di Grissom e Warrick.

Dopo 3 puntate gli investigatori di Las Vegas sono ancora alla dogana a causa di non precisati problemi con i loro visti. Nel frattempo Warrick viene accusato di essere un immigrato clandestino e spedito a Lampedusa in un centro di accoglienza. Grissom riesce infine a passare la dogana e le indagini iniziano. Dopo altre 3 puntate passate a districarsi tra la burocrazia italiana, Grissom prova a portare i suoi risultati al magistrato di turno, che però viene fatto saltare in aria pochi minuti prima di parlare con lui.

Sconsolato, parte alla volta di Lampedusa per riprendere Warrick, che nel frattempo ha fraternizzato con gli altri immigrati clandestini, imparando anche a piazzare un camion di Vuitton rubate sul mercato.

[IL COMICO] Ronde S.p.a., ma con stile!

Forse non lo sapete ma i pensionati ex-poliziotti ed ex-carabinieri che gireranno la notte a pattugliare le nostre strade possono essere sponsorizzati! Un disguido nel disegno di legge non impedisce un finanziamento diretto dei privati nelle ronde notturne. 

Appaltare ai privati la nostra sicurezza? Mi ricorda qualcosa? Ma certo! Robocop di Verhoeven, dove la megacorporazione OCP gestiva e stipendiava direttamente i poliziotti della città di Detroit, che quindi avevano il diritto di scioperare. E Robocop era il prodotto di punta della OCP, un tutore robotico e brandizzato. 

Ragazzi, ma è fantastico! Vediamo ora gli scenari...


Scenario Armani e D&G

Perchè le ronde notturne di vigilantes devo essere formate da vecchi arteriosclerotici e pensionati antiestetici? Armani e D&G, nel loro programma comune di riqualificazione della gioventù meridionale propongono di creare squadre di "Surveillance de nuit" con aitanti giovani del Sud Italia, vestiti secondo le ultime tendenze: poncho militare fantasia in kaki e rosa per lui, sahariana vintage modello "Battaglia di Algeri" ed elmetto in combinato sempre per lui. Accessori a profusione: il manganello tubolare firmato Apple, con geolocalizzazione e touch screen anti-immigrato, spray all'aceto balsamico "Gran Riserva del Duca", teaser griffato a voltaggio variabile.


Scenario MTV

Queste giovani generazioni sono avanti di anni, e quindi anche le apprensioni dei genitori devono seguire di pari passo. Dopo l'abbonamento TIM combinato con il brand MTV, ora arriva anche il programma anti-aggressione sponsorizzato dal network. Una volta che un teen-ager viene aggredito potrà chiamare un call-center a pagamento (ma con prezzi agevolati) al posto del solito e noioso 118. Il giovane verrà messo in linea con uno psicologo di "Porta a porta" (uno a caso), un noto VJ che lo sosterrà nell'aggressione e, se dotato di smartphone, potrà condividere l'esperienza uploadando le immagini e i video sui maggiori social network on-line. Se sopravvive, il suo identificativo verrà estratto settimanalmente per l'ennesima puntata di sdegno popolare a Matrix o Porta a Porta.


Scenario Beghelli Megacorp.

Le ronde sponsorizzate Beghelli hanno tutto. Smartphone militari con mappa aggiornata in collegamento permanente con stazioni di polizia e carabinieri; collegamenti WiMax per rimanere in contatto con i membri del gruppo; rete perimetrale di sentinelle in metallo polimimetico tipo T-1000 che controllano la zona; un drone autoguidato che sorvola la città e fotografa i punti caldi, inviando le foto su di un server sempre accessibile tramite collegamenti UMTS; un sistema di precog tipo "Minority Report" che prevede i futuri crimini e stupri.

Purtroppo i partecipanti alle ronde sono anziani e non riescono a capire cosa devono fare, le batterie degli smartphone durano 30 minuti, il collegamento WiMax aumenta l'incidenza di tumore e cancro del 45%, la rete perimetrale si squaglia ad ogni aumento di temperatura, il drone sbatte sempre contro i campanili, i precog sono in sciopero e chiedono di poter rientrare al Casinò di Venezia...